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Ti piacciono i transex? Ebbene, tutto questo qualcuno lo conosce come lo conosci tu stesso. Sei ancora fortunato se a riguardarti sono amenità come quelle menzionate: Ormai è di pubblico dominio il fatto che siamo seguiti in ogni nostro movimento da un esercito di spie invisibili.

Tuttavia le genti non immaginano nemmeno lontanamente la vera realtà dei fatti. Il pericolo incombente è ben più drammatico, anche se nessuno vuole pensarci: Quotidiani che non sono immondezzai bufalari, per quanto non immuni da articoli inconsistenti, danno da anni la notizia di inquietanti esperimenti telepatici che dovrebbero togliere il sonno a tutti.

Non si tratta di pseudoscienza. Ecco alcuni articoli interessanti: Non mi sembra di fare un gran volo pindarico quando sostengo che queste tecnologie siano già perfettamente operative e usate segretamente da Zuckerberg, da Elon Musk e da altri plenipotenziari satanici attivi sul nostro pianeta. Per non parlare dei Poteri Oscuri che si agitano nel Darkweb. Direte che è fantascienza, come se l'uso di questa parola fosse in grado di esorcizzare ogni timore, di rintuzzare ogni inquietudine.

Questa non è semplicemente fantascienza. È la fantascienza che è diventata realtà. Ha smesso di essere letteratura pornografica schernita eppure in grado di destare inspiegabili pruriti.

Si è trasformata nel contesto in cui viviamo. Siamo immersi in un incubo cyberpunk. Il principio è molto semplice. Tu fornisci i mezzi tecnologici per fare qualcosa, per quanto schifosa sia, e qualcuno li userà. Come al giorno segue la notte. L'uso di questi mezzi non sarà necessariamente etico o rispettoso delle persone. Tutto questo con buona pace di coloro che si ostinano a idolatrare il futuro e a pensare che dalla cosiddetta Singolarità Tecnologica potranno scaturire soltanto meraviglie.

Il contadino che conosce lingue: Già qualche tempo prima mi ero imbattuto nella figura di Riccardo Bertani da Campegine nel corso di alcune mie letture sugli iperpoliglotti, persone che parlerebbero fluentemente un gran numero di lingue. La definizione di iperpoliglotta spesso cambia a seconda degli autori, ma potremmo ritenere tale, senza timore di smentite, una persona in grado di padroneggiare almeno dieci lingue.

Wikipedia elenca un certo numero di poliglotti e di iperpoliglotti a partire dall'Evo Antico e dal Medioevo per arrivare a tempi più recenti, fornendo per ciascuno la data di nascita e di morte, annotando brevemente molti nominativi con qualche dettaglio biografico.

Si parte da Mitridate, Re del Ponto, che gli Antichi ci dicono fosse capace di amministrare la giustizia nelle ventidue lingue parlate nel suo regno, passando per Federico II di Svevia, soprannominanto Stupor Mundi , percorrendo secoli e giungendo infine a soggetti ancora viventi, come l'attore Viggo Mortensen - che a quanto pare parlerebbe soltanto sei lingue.

Non è certo mia intenzione negare a priori l'esistenza del fenomeno dell'iperpoliglottismo. Semplicemente non posso evitare di nutrire qualche dubbio. Nella sostanza, sento di essere profondamente scettico. Cominciamo con l'analizzare alcuni contesti in cui più facilmente possono trovarsi soggetti in grado di parlare diverse lingue.

Presso le popolazioni in cui si ha convivenza di lingue diverse, spesso da secoli, è naturale che si sviluppi una certa capacità di parlare o almeno di comprendere diversi idiomi oltre al proprio. Non per nulla sono spesso chiamati cosmopoliti dai gentili. In non pochi casi le loro famiglie sono composte da coniugi di diversa origine.

Rammento i signori S. Il capofamiglia proveniva dall'Austria e parlava tedesco, oltre allo Yiddish. Sua moglie era di origine turca e conosceva il turco, il tedesco e lo Yiddish. Entrambi si esprimevano in un buon italiano e parlavano l'ebraico in modo fluente, tanto che intercalavano i loro discorsi con parole ed espressioni di tale lingua e si mostrarono sommamente inquieti quando diedi prova di capire quello che dicevano. Possono trovare utile apprendere anche lingue in via di estinzione, al punto che ho potuto udire un cinese rispondere a tono in perfetto brianzolo alle provocazioni di T.

Accadde in un ristorante cinese. Comportandosi da cafone, T. Se noi dovessimo imparare il cinese, non riusciremmo neanche a memorizzare poche espressioni stereotipate, senza contare le infinite possibilità di essere fraintesi per via della natura tonale della lingua e delle numerosissime omofonie.

Le genti della Cina invece già solo gestendo un ristorante arrivano a imparare sempre meglio la nostra lingua, tanto dissimile dal loro idioma natio nei suoni e nel modo in cui sono formate le parole. Le condizioni di diversità linguistica in certe aree impervie e poco conosciute sono a dir poco incredibili, tanto che in una singola valle si possono trovare tribù che non hanno nulla in comune.

Non sempre quelle genti mostrano curiosità e interesse per i loro vicini: Uno studioso ha provato a registrare le voci di un gruppo che viveva a un'estremità di una valle e le ha fatte poi sentire a un altro gruppo che viveva all'imbocco della stessa valle, a pochi chilometri di distanza.

I membri di non poche popolazioni parlavano di norma quattro o cinque lingue, avendo conoscenza passiva di altrettante per via della convivenza in zone ristrette di un gran numero di etnie dissimili. Come già visto nel caso della Papua Nuova Guinea, anche nel Caucaso esistono distribuizioni strane di lingue diversissime all'interno di aree ristrette. Vi sono enclavi in gran numero e i casi di multilinguismo non si contano.

Le lingue del ceppo nord-caucasico sono tra loro tanto diverse che si fatica non poco a ricostruirne una protolingua che renda conto di tanta diversità.

Esistono anche lingue del ceppo kartvelico o sud-caucasico, come il georgiano, che non hanno alcuna relazione con le lingue nord-caucasiche: Il georgiano è una lingua di una tale complessità che ben pochi stranieri sono riusciti a impararla. Convivono con queste lingue difficilmente classificabili alcune lingue di diversa origine come quella degli Osseti, che è indoeuropea di tipo iranico e che discende dalla lingua degli Alani.

Per inciso, stupirà molti sapere che un tempo esistevano parlanti della lingua alanica anche nella pianura padana, giunti con i Longobardi. Poco a sud dell'area del Daghestan si estende l'Azerbaijan, la cui lingua è di tipo turcomanno, appartenente al gruppo altaico.

Cosa spicca nell'analisi di tutte queste situazioni? Di norma si tratta al massimo quattro o cinque lingue e in alcuni casi sono tra loro imparentate; già non si arriva a trovare persone che ne parlino dieci. Le persone capaci di parlare diverse decine di lingue sembrano figure mitologiche e a quanto pare si trovano con la stessa facilità dello Yeti, degli unicorni o delle sirene. Tutto ci porta ad essere profondamente critici ogni qual volta si discute della stessa esistenza di genuini iperpoliglotti in grado di parlare cento lingue con la stessa naturalezza della propria.

Inoltre l'apprendimento delle varie lingue avviene per esposizione diretta col parlato fin dalla più tenera età e non per studio tramite materiale scritto. Nessuno è mai diventato poliglotta grazie all'istituzione scolastica, alla scrittura e ai corsi. Dovremmo tutti porci una domanda. Come mai un tempo si parlava tanto degli iperpoliglotti e in questi tempi non se ne parla quasi più?

Per capirlo è necessario fare un bizzarro paragone antropologico. Un tempo esistevano numerosissimi settimini, ossia bambini prematuri che le giovani madri mettevano al mondo dopo soli sette mesi di gestazione. I primi figli in certe zone della Lombardia erano quasi tutti settimini. Ecco dunque la necessità delle cosiddette nozze riparatrici organizzate in fretta e furia.

Molta gente ignorante e ingenua credeva che ci fosse davvero un motivo fisiologico per tale abbondanza di settimini: Non se ne trovano quasi più. Un tempo l'uomo che aveva fama di essere iperpoliglotta era considerato un fenomeno da baraccone. Mostrava a tutti le sue presunte capacità di parlare decine di lingue. Il punto è che di ogni lingua il presunto iperpoliglotta conosceva soltanto un elenco di parole più o meno nutrito e un frasario di base, il resto era spesso un grammelot simulato.

Molta gente ignorante ha poi l'idea che basti conoscere qualche parola per parlare una lingua e rimane subito impressionata. Questo non avviene soltanto in Italia. In Inghilterra numerosissime persone ottuse sono convinte di parlare italiano perché sanno dire "buon giorno" , "buona sera" , "buon appetito" , "pizza" , "spaghetti" , "mandolino" , "mafia".

Se poi sanno dire anche "picciotto" , "padrino" , "stiletto" , "vendetta" , "ricatto" , "pizzo" , "minchia" , "famiglia" , allora si ritengono dantisti. Poi non sanno reggere una normale conversazione, in quanto ignorano persino le parole per dire "acqua" , "terra" , "fuoco" , "pietra" , "mano" , etc. A prender per buone le millanterie di questi inglesi, si avrebbe un'idea del tutto distorta della realtà. Si vuole affermare ad ogni costo l'esistenza di autentici iperpoliglotti?

Non conosco il signor Bertani e di certo ho per lui il massimo rispetto, perché in ogni caso bisogna riconoscere che ha dedicato l'intera sua vita allo studio.

Nutro tuttavia il fondato dubbio che le sue conoscenze siano più che altro tratte dai libri e che non abbia altrettanta dimestichezza con le lingue parlate. Probabilmente non temeva tanto di trovarsi di fronte alle rovine della Grecia dopo essersi nutrito di Omero, ma di impappinarsi, di non distinguere bene i suoni pronunciati dai suoi interlocutori, di fare una brutta figura passando dal russo dei libri a quello articolato da persone in carne ed ossa, che spesso ha suoni sfuggenti e indistinti.

Cosa umanissima e comprensibilissima. Basti ascoltare con attenzione le parole dello stesso Bertani, documentate nel video da me riportato in questo mio contributo. Egli con grande onestà intellettuale ci dice di trovarsi perfettamente a suo agio con il russo scritto, ma di avere qualche difficoltà col russo parlato. Risulta un ottimo traduttore delle lingue scritte , che usando grammatiche e dizionari riesce a venire a capo di testi difficilissimi.

Essere un ottimo traduttore delle lingue scritte non implica necessariamente essere in grado di seguire un parlante madrelingua in una normale conversazione. Sono due capacità diverse , con buona pace di quei navigatori che non riescono a distinguere tra lingua parlata e lingua scritta. Per inciso, certe opinioni dello stesso Bertani sono a dir poco sconcertanti. Sentir affermare che i Longobardi fossero "genti ugriche" e che fossero originari degli Urali e della Russia meridionale, è cosa che ad esser sinceri lascia come minimo di sasso.

Evidentemente lo studioso ha assimilato concetti antiquati, che potevano essere creduti veri all'epoca di Bram Stoker. Infatti nel capolavoro dello scrittore irlandese il Conte Dracula affermava che i suoi antenati erano le tribù ugriche dell'Islanda.

Siccome le parole hanno un loro significato ben preciso, va ricordato che ugrico è un aggettivo usato per indicare le lingue del ceppo uralico a cui appartiene l'ungherese, non indoeuropee e molto distanti dalle lingue germaniche. Orbene, uno studioso che non ha chiari questi concetti di per sé semplicissimi potrebbe essere definito un esperto di filologia germanica solo in un mondo in cui tale disciplina è per la massima parte delle persone un libro chiuso e un tabù.

Sorprende il fatto che il contadino di Campegine affermi di non conoscere l'inglese e neppure il tedesco. Condizioni ideali per approfondire lo studio della filologia germanica e per avere accesso alla letteratura scientifica!

Non voglio credere che tutto si riduca a una viscerale quanto banale avversione politica per la Germania dei brutti e cattivi nazisti e per l'America dei brutti e cattivi capitalisti! Tutte le mie perplessità le ho illustrate seguendo un filo conduttore razionale.

Eppure quando si parla di iperpoliglotti, si scopre che non pochi navigatori nel Web affrontano l'argomento di pancia, scossi da furori e da flussi ormonali, reagendo con stizza indicibile ogni volta che un utente mette in discussione l'autenticità dell'iperpoliglottismo.

Non solo, non mi pare di averne trovato nemmeno uno in grado di argomentare e di tenere testa ai furibondi fan degli iperpoliglotti. Gli autori di questi filmati non possono essere nemmeno lontanamente paragonati agli antichi fenomeni da baraccone, in quanto manca qualsiasi interattività: Sono un po' come quei presentatori russi dell'epoca sovietica che potevano presentare un programma in italiano perché avevano studiato la loro parte a memoria senza capire assolutamente nulla e senza saper dire assolutamente null'altro.

Riporto un interessante video dell'utente Flaze3, intitolato "Disonestà del mondo poliglotta" , con link alla pagina di Youtube con i commenti: La maggior parte dei "poliglotti" non sono tali. Ecco la reazione scomposta di un certo Alessandro B. Quelli che come dici tu si spacciano per poliglotti e parlano oltre 8, 9 lingue lo hanno dimostrato in dei convegni parlando queste lingue con dei madrelingua!

Inoltre sono stati intervistati da TV straniere! E non sanno dire solo "mi piace imparare lingue". Queste persone che sono su youtube e che in realtà sono pochissime, i loro nomi escono addirittura su wikipedia. Il caso più famoso di poliglottia era Emil Krebs parlava e scriveva 68 lingue e ne aveva studiati altre ! Infatti il cervello di krebs funzionava diversamente! E tu dici che è falso.

Oltre al fatto che Youtube ha notoriamente la stessa autorità del Vangelo. Appurato che Riccardo Bertani scrive in lingue e che traduce da lingue, più che parlarle in modo fluente, dubito molto che il Grande Dizionario UTET contenga assurdità come l'attribuzione dei Longobardi al ceppo ugrico.

Nel mondo anglosassone qualcuno ci va giù abbastanza duro, come si vede dai seguenti articoli: In un farneticante thread apparso su Reddit, si leggono le incredibili parole dell'utente Electronp, che adduce aneddoti su Tesla come prova dell'esistenza dell'iperpoliglottismo. Forse ignorano che Tesla non fa testo perché era un alieno rettiliano.

L o stesso Electronp, che vive nel mondo incantato delle favole, non si limita ad enumerare i miracoli compiuti dal fisico extraterrestre naturalizzato serbo.

Arriva ad affermare quanto segue: How convenient the man is dead Le genti dell'Unione Europea parlano tutte le lingue del pianeta in modo fluente senza sforzo alcuno e in particolare sono esperti di fonetica inglese! Se questo è vero, allora il pene di Jimmy Savile era inoffensivo!

Primo testo in longobardo ricostruito: Cristo, lo sciame è fuori! Che tu non abbia il permesso, non volare nel bosco, non sfuggirmi e non allontanarti da me. Posati tranquilla, fai la volontà di Dio. Testo di partenza in antico alto tedesco francone renano, X sec. Krist, imbi ist hucze!

Per approfondimenti rimando al lavoro di Eleonora Cianci Mentre in antico inglese è usata la forma con -u- anglosassone ymbe , nell'area alto tedesca si trova la forma con -i-. In un altro caso si ha una rima in entrambe le versioni: Per contro in un altro verso vi è una rima im perfetta nel testo in longobardo ricostruito: Secondo testo in longobardo ricostruito: Contro uno sciame d'api, prendi della terra, gettala con la tua mano destra sotto il tuo piede destro e di': Non volare mai via nei boschi.

Testo di partenza in anglosassone: Mentre la prima formula è interamente cristianizzata, la seconda è di chiara origine pagana senza alcun adattamento alla nuova religione.

C'è qualcosa di profondamente ambivalente: Si noterà che in anglosassone esisteva già l'uso di dare del voi con verbo a volte al plurale e a volte al singolare, in modo incostante , mentre il longobardo ricostruito ha soltanto l'uso del tu , che sia per rivolgersi a un servo, a un semilibero, al Duca, al Re, alla Regina, a Godan o allo stesso Cristo. In antico alto tedesco le prime testimonianze dell'uso del voi risalgono a Otfrid X sec. Il fastidioso Sie del tedesco moderno era del tutto sconosciuto e risale ad epoca abbastanza recente.

Abbiamo mantenuto questo uso in longobardo ricostruito. Testo in longobardo ricostruito , con istruzioni in latino: Per la pronuncia delle parole latine in questo genere di formule rimando a quanto specificato a proposito dell' incantesimo per curare la paralisi del cavallo. Metti sopra il soprosso il legno di una siepe o ricavato da qualche altra parte, facendo una croce e dicendo tre Padre nostro, aggiungendo queste parole tedesche: Testo di partenza in antico alto tedesco latino-francone, XII sec.

Lignum de sepe uel aliunde sumptum pone super uberbein faciens crucem et ter dicens pater noster, additis his teutonicis uerbis: Si hoc tribus diebus diluculo feceris, uberbein euanescere citius uidebis. Il termine francone ersterban "morire" è ben attestato nei testi in a. Queste variazioni vocaliche sono state causate dal rotacismo dell'antica sibilante sonora, che ha prodotto un precoce Umlaut senza relazione alcuna con quello causato da -i- atona.

In longobardo ricostruito è OR- , ER- cfr. La radice da cui il composto deriva dà invece longobardo ricostruito TAIL "parte" la sonora d- si conserva in taluni casi nei composti. Per il termine francone sua c chost , cfr. Nel suo lavoro, Eleonora Cianci riporta un interessantissimo testo in tedesco moderno che mostra sorprendenti analogie con quello antico, a riprova di come spesso le conoscenze umane non muoiano ma scorrano attraverso i secoli come fiumi carsici.

Im Namen Gottes usw. Un'altra formula contro l'escresceza ossea, in latino, si deve a Ildegarda di Bingen: Apis de calore solis est, et aestatem diligit, sed et velocem calorem habet, ita quod frigus pati non potest. Et si alicui uberbeyn crescit, aut si aliquod membrum de loco suo motum est, aut si aliqua membra contrita sunt, apes quae in vasculo suo mortuae sunt, et non vivas accipiat, et sufficienter ex eis in lineum pannum istum apibus interius consutum in baumoleo sveysze, et eumden pannum dolenti membro superponat, et hoc saepe faciat, et melius habebit.

Physica, Liber subtilitatum diversarum creaturarum. Si noti la parola m. Un altro frammento m. Questo "sudore di olio d'albero" è a quanto pare il semplice olio di oliva. In medio alto tedesco sono comparse forme composte con boum "albero" , come boumolei , boumoleum , boumoleo , boymoleo , etc.

L'opera di Ildegarda contiene moltissime parole germaniche degne di nota, incorporate nei suoi testi in latino medievale. Per commentare, non ho che da usare un'altra chiave di ricerca che mi è capitato di trovare in questi giorni: A circa un decennio di distanza, possiamo constatare che le cose sono cambiate in modo drastico: Moltissimi digitano ancora le chiavi di ricerca più bizzarre, ma non trovano interessanti i risultati e non entrano nei blog, considerati la spazzatura di un Web che già di per sé è una cloaca.

Le stringhe cercate con Google vengono comunque mostrate nell'apposita pagina di StatCounter, anche se chi le ha digitate non ha effettuato alcun accesso al portale: In sintesi, si possono visualizzare due colonne nella pagina con i dati degli ingressi: Mentre le Impressions sono numerose, il CTR è nullo per quasi tutte le voci. Ecco un sintetico campionario di ricerche che non hanno portato alcuna visita al blog perpendiculum.

I flussi informativi, da lungo tempo in agonia, si sono dissipati nello Stagno Termodinamico del Web, lasciando esigue tracce di particelle irriconoscibili, residui di kipple digitale alla deriva nel vuoto. Difficile pensare che da questo tenue spolverio di Nulla si possano rapprendere nuove galassie blogosferiche. In una famosa canzone dei The Police, Sting cantava il ritornello "message in a bottle". Un giorno Matteo O. Egli sentiva quella stringa come "messigginnebbaro" e la sua prima impressione era che Sting si fosse messo a cantare in napoletano.

Anch'io sentivo "messigginnebbaro" , proprio come Matteo O. A distanza di anni, riascoltando la canzone, con grande sorpresa mi accorgo che la trascrizione non sembra più essere "messigginnebbaro". Della rotica che sentivo da giovane non trovo più alcuna traccia. Quali che fossero i fonemi che il cervello di Sting ha comandato ai suoi apparati fonatori, a differenza di Matteo O.

Il punto è che la pronuncia insegnata nelle scuole non rende conto della rapida evoluzione fonetica dei dialetti neoinglesi. Ricordo ancora le diatribe accesissime a scuola: Ovviamente non si poteva pretendere che le insegnanti e gli studenti andassero oltre gli squallidi adattamenti dei suoni anglosassoni alla fonetica italiana.

La più ribelle era la ripetente Paola V. Quella fallofora raccontava con la massima naturalezza cose della cui gravità sembrava non rendersi conto: Aveva una serie di comportamenti sconvenienti, tra cui fumare sensualmente le sigarette, torturandole con le labbra vermiglie come se fossero falli in miniatura. Ebbene, la sconcia Paola V. Era quasi una guerra, e tutto per un "badi" e per un "bàtol". Ne negava addirittura l'esistenza. Le liti furibonde erano quotidiane ed estenuanti. Non venivano sedate nemmeno da note sul registro e da espulsioni dalla classe.

Il folgorato Massimo B. A distanza di tanti anni sono svanite nel nulla le diatribe tra la professoressa e l'alunna oscena che avrebbe fatto impazzire Tinto Brass. Si sono dissolte nei bassifondi della quotidianità, lasciando a malapena qualche traccia nei miei banchi di memoria stagnante.

La professoressa è ormai morta, Paola V. Quando mi ha visto dopo anni, pensava che fossimo compagni di scuola alle medie anziché al liceo. Dal fumo è passato alle pasticche di ecstasy, che gli hanno raso al suolo la memoria, tanto che un malato di sindrome di Korsakov al confronto è un mentat. Se uno osa ricordarlo, salta su un coro di radical shit a dargli del "fascista".

Mentre tutte queste amenità scolastiche appartengono alla Preistoria, mentre l'intero corpo docente è diventato decrepite ed è stato decimato da Azrael, la lingua inglese che le istituzioni sataniche ritenevano monolitica si è evoluta in una varietà di parlate neoinglesi tra loro inintelligibili o quasi. Dico queste cose sperando che qualche studioso valido mi senta e si svegli. Oso andare contro il pensare comune e affermo che le condizioni della lingua inglese agli inizi del XXI secolo sono simili a quelle del latino nella Francia della prima metà dell'VIII secolo!

Non ci si accorge di questa corruzione perché la scrittura è rigidamente codificata e la scuola, arretrata in modo incredibile, gode ancora di vasto plauso.

La scuola italiana è fissata con pronunce che ai nostri giorni sono quasi ortografiche e non vuole saperne di capire il problema. Mentre nei dialetti dell'Inghilterra il rotacismo sembra essere poco diffuso, negli States il mutamento delle antiche occlusive dentali intervocaliche in una rotica è diventato una realtà imponente: Persino il Web fa molta fatica ad aggiornarsi e resta indietro. Le trascrizioni fonologiche e fonetiche in caratteri IPA che si trovano nei vari siti non sono più del tutto adeguate.

Ora, in un tipico neoinglese americano si hanno le seguenti pronunce: Nonostante gli studiosi ritengano che il mutamento non avvenga se la dentale è seguita da vocale tonica, si sentono numerose violazioni del supposto constraint e alcuni casi di retrazione dell'accento: Mutamenti come questi porteranno a far gemmare nuove famiglie di lingue, posto che il genere umano durerà abbastanza a lungo. Per concludere, questo è il video di Message in a Bottle dei britannici The Police: Quando andavo a scuola non nutrivo buoni sentimenti nei confronti della lingua inglese e delle professoresse incaricate di insegnarla, sempre che l'uso della parola "insegnare" fosse sensato in quel contesto.

All'epoca non potevo ancora immaginare la verità in tutto il suo crudo e desolante orrore. Mi ci vollero anni per capire che l'insegnamento dell'inglese era impostato dal sistema scolastico italiano al fine deliberato di scoraggiare con ogni mezzo la comprensione della lingua.

Gli stratagemmi usati erano diabolici. Uno dei più deleteri consisteva nell'ostacolare l'analisi delle parole, che erano imposte come blocchi monolitici e privi di struttura. Anche quando avrebbe dovuto essere chiara a tutti la loro natura di composti o di derivati, tutto appariva nebuloso e inspiegabile. Si pretendeva che gli studenti mandassero a memoria la parola lawyer "avvocato" senza insegnare che si tratta di un derivato di law "legge".

In modo ancor più insidioso si pretendeva che gli studenti mandassero a memoria la parola bricklayer "muratore" senza insegnare la parola brick "mattone" , rendendo impossibile capire che il significato letterale del composto è "colui che stende mattoni". Le due parole erano messe l'una in prossimità dell'altra, creando una grave insidia. Non ci si ricordava mai bene questi vocaboli, ed ecco che per incanto si usciva all'interrogazione a dire layer "avvocato" e bricklawyer "muratore". Riuscii a comprendere l'arcano soltanto quando vidi per la prima volta The Wall dei Pink Floyd, col suo "All and all you're another brick in the Wall": Mi è recentemente capitato di udire una dirigente che deve essere caduta nella trappola di un simile di insegnamento, perché in un'occasione se ne è uscita per be due volte a dire lawyer anziché layer "strato" di un sistema GIS.

Sentendola dire che "bisogna definire un LOIA" sono rimasto di sasso. Dunque in tutti i licei usavano il trucco del lawyer-bricklayer! Questa è la prova che dietro c'era un progetto deliberato che ha rovinato le possibilità di apprendimento a moltissime persone!

Al liceo mi ero formato un'idea bizzarra: Le sequenze di suoni grossolani pronunciati dalle insegnanti sembravano prive di corrispondenza nei testi delle canzoni di cantanti che erano senza dubbio alcuno anglosassoni di nascita. Ovviamente non capivo cosa significasse. C'era un tormentone in cui la cantante continuava a ripetere in modo ossessivo "hey you, tagaloogame".

Niente da fare, non capivo. Se mi avessero detto che significava "ehi tu, lecca il boccone del prete" , non ci avrei trovato nulla di strano. I tagalooga you tagalooga he tagaloogas etc. I'm tagaloogaing you're tagaloogaing he's tagaloogaing etc. I tagaloogaed you tagaloogaed he tagaloogaed etc. Non pensavo che potesse essere un verbo irregolare. Non capivo, credevo che da qualche parte, magari in qualche dizionario tecnico, dovesse essere listato il verbo "to tseghireesey" , con la seguente coniugazione: I tseghireesey you tseghireesey he tseghireeseys etc.

I'm tseghireeseing you're tseghireeseing he's tseghireeseing etc. I tseghireeseyed you tseghireeseyed he tseghireeseyed etc. Come già il verbo "to tagalooga" , anche "to tseghireesey" mi era incomprensibile come un reperto alieno. Già allora riuscivo a comprendere che le parole strane da me udite avevano una fonetica incompatibile con quella dei vocaboli appresi durante le lezioni.

All'epoca non era facile identificare le canzoni trasmesse dai canali radio e di Phil Collins non sapevo nulla. I sussussurio you sussussurio he sussussurioes etc. I'm sussussurioing you're sussussurioing he's sussussurioing etc. I sussussurioed you sussussurioed he sussussurioed etc. In seguito mi accorsi che questo enigmatico sussussurio , che non avevo mai visto scritto e la cui grafia ignoravo, era pronunciato quasi come la parola latina susurrio "maldicente, sussurratore".

Allora ritenni di aver svelato il mistero: Cominciai a credere che la parola latina fosse finita nella canzone per via dell'appartenenza del cantante a un'associazione goliardica, quali ce n'erano tante: Solo da poco sono riuscito a ricostruire la fonte di questa assurda creazione, che col latino non ha nulla a che fare. A quanto ho letto, il cantante ha dichiarato in un'intervista di aver cercato di trascrivere il suono di uno strumento a percussione che aveva udito nel corso di una festa.

Quando il rumore era giunto ai suoi ipersensibili nervi acustici come una vocalizzazione, lo aveva sillabato e trascritto usando un'ortografia inconsueta. Non mi sembra una cosa molto credibile. Punto il mio dito accusatore contro la scuola, istituzione maligna, la esecro e la maledico: Tuttavia le invettiva non sono sufficienti. Presso gli antichi Celti la satira era ritenuta un'arma devastante, a cui veniva attribuito il potere di sterminare i topi.

Sono della stessa idea. Servendomi di questo mezzo, mi auguro di vedere presto collassare il Leviatano scolastico! Tra le più stravaganti pronunce della lingua di Roma possiamo annoverare la pronuncia accademica inglese.

Dovette senza dubbio partire da qualcosa di simile alla pronuncia riformata carolingia e iniziare la sua divergenza per passi impercettibili, fino a manifestare gravi alterazioni a partire dal secolo XVI. Per maggiori informazioni e per approfondimenti si rimanda alla pagina di Wikipedia sul Great Vowel Shift: Ovviamente la quantità vocalica di riferimento non è quella del latino antico, ma è strettamente connessa alla struttura della sillaba tonica vocale lunga in sillaba aperta - vocale breve in sillaba chiusa , come in tutte le forme di latino scolastico.

Questa pronuncia è ancora particolarmente viva e vitale nei paesi anglosassoni, avendo dato decine di prestiti nella lingua dotta e scientifica, percolati poi nella lingua quotidiana. In questo pastone confluiscono sia genuini termini latini che vocaboli la cui ultima origine è greca. Il parlante medio considera molte parole come se fossero uscite da auna scatola magica e non ha la benché minima consapevolezza della loro natura.

Questo è un breve elenco di prestiti accademici: La forma con dittongo è dovuta a ipercorrettismo e non ad etimologia.

Moltissimi vocaboli sono stati assimilati in qualche misura e hanno perso le terminazioni, ma la loro origine latina accademica è certa: Sono frequenti i casi di formazioni con suffissi applicati in modo ridicolo: A volte viene il dubbio che in queste parole il suffisso -ous non venga davvero da -osus e che sia addirittura un brutale adattamento dell'uscita -us del nominativo singolare maschile. In alcuni casi, la formazione bislacca è attestata in latino medievale. Ad esempio infamous viene da infamosus , che per quanto possa suonare male era realmente in uso.

Occorre distinguere questi prestiti dal latino accademico inglese dai prestiti giunti tramite il francese antico, medio o moderno , come ad esempio erratic scritto un tempo anche erratick , erraticke , erratique , dal francese antico erratique , a sua volta dal latino erraticus. L'impresa non è sempre facile: Tale è l'abisso che separa la pronuncia accademia inglese dalla pronuncia classica o restituta, che non possiamo considerare i rispettivi utenti come locutori della stessa lingua.

Se un extraterrestre giungesse sulla Terra per una vacanza di studio e dovesse sentire leggere lo stesso testo in latino prima con la pronuncia accademica inglese e poi con la restituta, mai e poi mai crederebbe che si possa trattare dello stesso identico idioma. La Voie lactée Anno: Luis Buñuel Interpreti e personaggi: Pierre e Jean sono due pellegrini francesi che si incamminano sulla via per Santiago di Compostela.

Durante il loro lungo e tormentato tragitto verso il santuario incontrano tutta una serie di personaggi in costume e si ritrovano nel bel mezzo di eventi storici, tra i quali anche scene della vita di Cristo. Assistono alla potente predicazione dualista e anticosmica del vescovo Priscilliano da Avila, poi si ritrovano nel bel mezzo delle guerre di religione e della controversia giansenista. Dopo tanto penare, arrivati finalmente al santuario di Santiago, vengono a sapere da una prostituta bionda che i pellegrinaggi sono cessati.

Da quando si è scoperto che le spoglie credute a lungo di San Giacomo erano in realtà di Priscilliano, il luogo non è stato più visitato da nessuno. I poveri pellegrini - che per la verità erano sembrati scettici fin dall'inizio del film - appena constatano che Dio è morto e che la sua Estinzione è un fatto compiuto, dopo un'iniziale esitazione accettano di buon grado la proposta dell'oscena fallofora.

Un film decisamente surreale. Buñuel, che era un pensatore profondo, in questo film propone riflessioni sulla natura del tempo. L'ontologia temporale sostenuta dal regista è quella che va sotto il nome di eternismo o eternalismo non tensionale B-eternismo. In altre parole, il regista spagnolo è convinto che il passato e il futuro siano reali e vivi proprio come il presente, che convivano con esso nell'eternità, essendo il flusso temporale una mera illusione umana.

Tra i sostenitori di questa problematica forma di eternismo, al giorno d'oggi molto popolare anche se piena di fallacie logiche, ci fu anche Albert Einstein - le cui scarse capacità filosofiche non riflettono i suoi grandissimi meriti come fisico.

Oltrepassando i limiti della speculazione metafisica, Buñuel arriva a credere che queste realtà, che noi per comodità etichettiamo come "passate" , "presenti" e "future" , arrivino ad influenzarsi a vicenda, dando origine a una molteplicità che trascende l'infinità numerabile. Un testo priscillianista in latino con analisi fonologica. Nel film è presente una parte recitata in lingua latina.

La pronuncia usata è mista, prevalentemente ecclesiastica ma con numerose parole pronunciate con alcuni fonemi della restituta.

Possiamo notare quanto segue: Parla ai due usando i verbi e i pronomi al singolare, tranne un singolo imperativo. Tu ergo nihil intelligis! Quis tam es tu? Quicumque sis pax tibi! At tamen, de iis quae videbis debes nec verbum dicere tibi recipit. Questi si rivolge ai credenti proclamando i capisaldi della Dottrina. Fratres mei carissimi, laetum nuntium de urbe per proconsule Volventio ad nos pervenit.

Gratianus Imperator Priscillianum episcopum sedi Abulensi restituit. Igitur pars nostra vincit. Non ego haereticus sum, sed iste qui in cathedra Petri sedit, Damasus, iste qui Papae titulum sibi assumpsit. Nostra doctrina ergo vera est. Et eam cito aperto in universo mundo praedicabimus.

Anima nostra essentia divina est. Sicut angeli, ipsa quoque a Deo creata est. In peccati poenam unita fuit corpori. Corpus nostrum opus daemonis est. Daemon autem existit a principio, sicut Deus ipse. Rem tam indignam et impuram sicut corpus nostro Deum creasse non decet. Corpus carcer animae est. Anima, ut ab eo sese liberet paulatim ab ipso separari debet. Corpus humiliare et contemnere necessarium est.

Delectationibus carnis incessanter submittendum est. Ad hoc ut, post mortem, anima mundata ad caelestem sedem redeat. Iura, periura, secretum prodere noli. La risposta, nos iuramus , in modo ben sorprendente sembra pronunciata in un idioma romanzo, come n o giuramu! Benedice il pane, lo spezza, ne dà una parte ai presbiteri stessi e ne mangia un boccone, recitando una formula suggestiva.

Non ego te messui nec molui. Nec ego te massam confeci. Neque te ego in fornacem misi. Innocens sum ego ab omnibus afflictationibus tuis, utinam illi qui te afflixerunt illas poenas patiant. Se uno ascolta bene i discorsi in latino, si rende conto che gli attori hanno una forte cantilena portoghese. Bu ñ uel non era uno studioso dell'evoluzione della lingua latina nel corso dei secoli. Immagino che si sia servito di un accademico, ma non sono riuscito a risalire al suo nome.

A questo punto riporto la traduzione in italiano della Dottrina enunciata, che contiene gemme di Verità e che coincide con quanto io stesso professo salvo due punti influenza delle stelle e utilità dei piaceri carnali per "sfinire" il corpo: La nostra anima è essenza divina.

Come gli angeli, anch'essa è stata creata da Dio. Ed è sottoposta al corso delle stelle. Nella pena del peccato fu unita al corpo. Il nostro corpo è opera del Diavolo. Il Diavolo esiste dal principio, come Dio stesso.

Non è possibile che Dio abbia creato una cosa tanto misera e indegna come il nostro corpo. Il corpo è il carcere dell'anima. È necessario umiliare e disprezzare il corpo. Ai diletti della carne deve essere incessantemente soggiogato. Questo affinché l'anima, dopo la morte, sia purificata e faccia ritorno alla sede celeste.

Un accanimento feroce e satanico. La bambina demoniaca che recita un obbrobrioso remix di anatemi contro l'Insegnamento di Priscilliano, tratti dagli atti del Sinodo di Braga dell'anno , è la testimonianza di qualcosa che dovrebbe far riflettere tutti. Se i seguaci del Dualismo Anticosmico non esistono quasi più e sono quattro gatti, perché i poteri del mondo si accaniscono in questo modo?

L'indecoroso e blasfemo spettacolo portato in scena da Buñuel trae la sua ispirazione da qualcosa che purtroppo non è affatto raro: Gente che spende tempo e risorse allo scopo di abbaiare alla luna e di combattere contro le ombre.

È stato persino trovato un sito il cui gestore blaterava di un fantomatico "complotto della Gnosi orgiastica" messo in opera dai Rettiliani inserendo subliminali in un film i cui interpreti sono salsicce animate! Purtroppo una simile fantasia è destinata a restare una pia velleità, stante il tremendo Zeitgeist di quest'epoca abominevole, in cui la Verità è minacciata di estinzione e la menzogna prospera come una massa di cagnotti.

Toccherà quindi usare contro i malfattori le armi della satira, dell'irrisione e dello scherno Le origini del Terzo Segreto di Fatima. Ecco il testo della cosiddetta "profezia": Troppo grande è la somiglianza con la scena della fucilazione del papa nel film di Bu ñ uel del per pensare che possa trattarsi di una coincidenza!

La verità è questa e non lascia adito a dubbio alcuno: Le conseguenze della falsa profezia. È credenza comune tra i papisti e moda tra i malfattori chiamati "veggenti" narrare le proprie visioni del futuro, siano esse il parto del delirio o pure invenzioni. Poi, di fronte al mancato avverarsi delle stesse visioni, affermano immancabilmente che il futuro è cambiato perché loro e i loro seguaci hanno pregato e convinto Dio a rinunciare ai suoi piani, tanto banali da essere modificabili su richiesta di quattro babbioni.

Se un profeta fa una previsione che non si avvera, dovrebbe essere ritenuto un falso profeta. Forse consapevoli di rischiare grosso, i porporati del Collegio Cardinalizio pensarono bene di non obbligare i fedeli cattolici a credere al Terzo Segreto da loro fabbricato con grande frode, lasciando libertà di coscienza.

La loro subdola macchinazione ha avuto un grande successo nell'insabbiare l'accaduto: Ormai c'è soltanto il Terzo Segreto di Satira. Pretesa esattezza rigorosa e inesattezze varie. Finito il film e scorsi i titoli di coda, ecco che compare un bizzarro quanto famoso disclaimer: I testi e le citazioni sono conformi sia alle sacre scritture, sia a delle opere di teologia e di storia ecclesiastica antiche e moderne. Eppure già in questa introduzione c'è un errore.

Le cosiddette eresie non sono sempre semplici deviazioni discese dalla dottrina della Chiesa Cattolica, come accade ad esempio col Giansenismo. Sono in diversi casi vere e proprie religioni indipendenti. Le dottrine dei Patarini e di Priscilliano non hanno la loro origine nella teologia della Chiesa di Roma, dato che la loro sorgente prima è rimasta immune ai perniciosi effetti del Primo Concilio di Nicea.

Vediamo che un singolarissimo prete cattolico entra in una trattoria e si mette a disquisire sulla Transustanziazione con un brigadiere. Un cameriere interviene e fa un esempio fuori luogo, dicendo che il corpo di Cristo è presente nel pane eucaristico come la carne di lepre in un paté. Il cameriere aveva alluso senza saperlo alla Consustanziazione, secondo cui il corpo di Cristo è effettivamente contenuto nell'ostia consacrata ma non coincide con la sua sostanza.